• foto_estetica.jpg

Anestesia Senza Ago E Protossido D’azoto

Utilizziamo un sistema di anestesia senza ago computer assistita per tutte le terapie conservative, endodontiche e protesiche. Abbiamo a disposizione il protossido d’azoto per la sedazione cosciente di adulti e bambini e la possibilita’ di avere in studio un anestesista per la sedazione profonda.

 Dolore? no, grazie


La assenza di dolore durante le terapie è ormai una aspettativa ovvia da parte dei nostri pazienti e una consuetudine delle nostre terapie. Noi ci siamo posti un altro problema: come far sparire la paura dell'ago e contemporaneamente evitare quelle fastidiose sensazioni  di gonfiore e torpore delle guance e delle labbra conseguenti all'uso dell'anestesia tradizionale?

L'ago c'è ma non si sente !


Il dispositivo anestetico che utilizziamo prima delle terapie di conservativa ed endodonzia è un computer dotato di una pompa peristaltica collegata ad un deflussore che, alla sua estremità, ha una bacchetta di plastica dotata di un piccolo ago. La differenza rispetto alla metodica tradizionale è che l'ago non trafigge i tessuti molli ma viene poggiato nello spazio del solco gengivale senza alcun trauma per i tessuti. Inizia il flusso di anestetico in modo che il farmaco agisca nei pochi millimetri di raggio dalla punta dell'ago e, dopo pochi secondi, l'ago scenda nelle zone più profonde del solco gengivale quando l'anestetico le ha già addormentate. Il computer, attraverso un sensore che rileva la resistenza opposta dai tessuti al flusso, ci fornisce indicazioni sonore e visive sulla posizione dell'ago e ci avverte quando l'anestetico sta perfondendo il legamento parodontale, quel piccolo strato di tessuto connettivo interposto tra il dente e l'osso.

Trascorsi pochi secondi avremo ottenuto il nostro scopo in modo eccezionalmente selettivo, cioè anestetizzando solo il dente, senza alcun effetto sulle mucose delle guance e delle labbra.

Inoltre la quantità di farmaco assorbita dal nostro corpo sarà minore rispetto alle metodiche tradizionali.

Il relax si sente nell'aria...


Per chi vive con ansia le sedute dal dentista o per i bimbi meno collaboranti, abbiamo introdotto la sedizione cosciente con protossido d'azoto. Respirando, attraverso una mascherina che si posiziona sul naso, una miscela di ossigeno e azoto, si produce una piacevole sensazione di tranquillità e rilassatezza che permette al paziente di vivere la terapia in modo sereno e ricordare l'esperienza del dentista in modo piacevole.

L'utilizzo del protossido d'azoto non ha praticamente alcuna controindicazione o effetto collaterale e può essere utilizzato in totale sicurezza in qualsiasi fascia di età.

La sedizione profonda

Nei casi in cui si richieda la sedizione profonda abbiamo la possibilità di collaborare con un medico anestesista.

Sicurezza

Abbiamo protocolli rigidi nelle procedure di sterilizzazione e prevenzione delle infezioni crociate. Utilizziamo acqua pura prodotta da un sistema di osmosi inversa per l’utilizzo intraorale. Disinfettiamo tutti i circuiti interni dei riuniti. Un sistema di abbattimento della carica batterica all’interno degli ambienti attraverso lampade antibatteriche e’ in funzione durante tutta la notte.

 

"Primum non nocere"


Fin dai tempi di Ippocrate la medicina si è posto questo grande problema; nel corso dei secoli i medici e poi le aziende e i ricercatori hanno continuamente lavorato a questo delicato aspetto. Nell'odontoiatria di oggi questa regola si traduce innanzitutto nella prevenzione delle infezioni crociate.

Cosa sono le infezioni crociate?

Ogni volta che eseguiamo una terapia, anche quella apparentemente più banale, i nostri strumenti e le nostra apparecchiature e tutte le superfici dei mobili e delle stanze vengono contaminati con tracce biologiche come sangue, saliva, aerosol, etc. 

La gestione della sterilizzazione di tutto ciò che viene utilizzato durante una terapia rappresenta un aspetto critico della operatività di un moderno studio odontoiatrico. Nonostante l'applicazione delle tecnologie più moderne, mantenere alti gli standard di sicurezza è impresa difficile e onerosa.

Abbiamo investito ingenti risorse umane ed economiche nel cercare di avere competenze e tecnologie avanzate in questo campo.

Il processo di sterilizzazione


La procedura apparentemente più semplice, quella che riguarda tutti gli strumenti che possono essere inseriti nell'autoclave, è invece molto articolata quando deve assicurare elevati standard di sicurezza. Gli strumenti, una volta asportati dalle sale operative, vengono immersi in una soluzione ad alto potere disinfettante e vengono sottoposti, in una apposita apparecchiatura, ad un ciclo di lavaggio ad ultrasuoni e poi ad asciugatura. Questa apparecchiatura, detta "multisteril", è stata introdotta nella nostra linea di sterilizzazione anche per tutelare la sicurezza delle condizioni di lavoro delle nostre assistenti; infatti, applicando i corretti protocolli di utilizzo, consente loro di non maneggiare gli strumenti se non alla fine del ciclo di prima disinfezione.

Al termine di questo primo passaggio gli strumenti, già disinfettati, sono sottoposti ad una attenta ispezione da parte delle operatrici addette alle procedure di sterilizzazione, con l'ausilio di occhiali ingrandenti che consentono loro di individuare e rimuovere eventuali residui ancora presenti sugli strumenti.

A questo punto gli strumenti vengono inseriti in apposite buste che vengono poi sigillate. Questa operazione è particolarmente delicata perché la qualità del sigillo dovrà assicurare la sterilità degli strumenti fino al momento del loro utilizzo.

La nostra linea di sterilizzazione è dotata di sigillatrici di ultima generazione e di un sistema di controllo della qualità del sigillo.

Autoclave di classe B

Il processo di sterilizzazione viene eseguito da una apparecchiatura che rappresenta il cuore della procedura, l'autoclave di classe B. Come funziona?

La camera di sterilizzazione contiene le buste sigillate; all'inizio del ciclo la camera viene sottoposta ad una serie di cicli consecutivi di vuoto e pressione al fine di espellere dalle buste e dalle parti cave degli strumenti eventuali sacche di aria. A questo punto nella camera viene immesso vapore d'acqua ad alta pressione e temperatura (121° 0 134°C a seconda della tipologia di ciclo selezionato). Tali condizioni vengono mantenute costanti per il tempo necessario ad ottenere condizioni di sterilità all'interno delle buste. Infine le buste vengono asciugate e sono pronte per essere stoccate. Al termine di ogni ciclo ogni autoclave rilascia un report con i dettagli del processo, del suo esito, i valori di temperatura e pressione e i dati identificativi della procedura. Ogni report viene archiviato e conservato

Tracciabilità del processo di sterilizzazione


Abbiamo introdotto, da qualche mese, una nuova procedura che consente di tenere traccia del percorso di ogni busta sigillata. Al termine del processo di sterilizzazione in autoclave le buste vengono estratte ed etichettate. Ogni etichetta contiene diverse informazioni: data e numero identificativo del processo di sterilizzazione, operatore e autoclave che l'hanno svolto. L'etichettatrice appone sulla busta anche la data di scadenza a 30 giorni dalla sterilizzazione. 

Le buste vengono ora stoccate negli appositi cassetti o armadi. Al momento del loro utilizzo l'etichetta viene rimossa e archiviata in un apposito registro dove viene annotata la data di utilizzo e il nome del paziente. Per qualsiasi necessità sarà possibile risalire al percorso di sterilizzazione di ogni singolo strumento. Qualora le buste non vengano utilizzate entro la loro data di scadenza, vengono aperte, gli strumenti immessi di nuovo nel processo di sterilizzazione fino al nuovo stoccaggio in una nuova busta.


I condotti interni


L'acqua e l'aria degli spray dei manipoli utilizzati in poltrona viaggiano in una serie di canalizzazioni interne alle poltrone odontoiatriche e ai manipoli. Sono state documentate più volte in letteratura infezioni causate dalla colonizzazione batterica dei condotti interni delle attrezzature e dei condotti idrici di rete. Per prevenire tali infezioni ci siamo dotati di una sofisticata apparecchiatura ad osmosi inversa per la depurazione dell'acqua. Tutta l'acqua che fuoriesce dalle fruste delle nostre poltrone odontoiatriche e quella utilizzata per i circuiti delle autoclavi è prodotta dal nostro sistema di depurazione. Durante le nostre terapie, quindi, alla bocca dei nostri pazienti non arriva mai acqua di rete ma acqua pura la cui qualità viene controllata continuamente da appositi sensori. Inoltre tutte le nostre poltrone sono dotate di sistemi anti-risucchio che evitano che i fluidi orali entrino all'interno dei manipoli che, comunque, vengono sterilizzati dopo ogni utilizzo. Per ulteriore sicurezza i circuiti interni delle nostre poltrone vengono costantemente disinfettati.

I manipoli


I cosiddetti "trapani" sono costosi e raffinati strumenti  di alta precisione. Consentono di far girare delle frese fino a 300.000 giri al minuto senza vibrazioni e con grande precisione di taglio. Entrano direttamente in contatto con i fluidi orali di ogni paziente, di conseguenza necessitano di essere sterilizzati dopo ogni utilizzo. Infatti le loro parti interne possono essere contaminate, anche perché generalmente le poltrone odontoiatriche sono dotate di un dispositivo di "risucchio" anti-sgocciolo che tende a far entrare all'interno dei condotti i fluidi dall'esterno. Per attuare correttamente la prevenzione delle infezioni crociate è necessario avere a disposizione un grande numero di manipoli così da poterne utilizzare uno sterile a per ogni paziente; inoltre, sottoponendoli a ripetuti e numerosi cicli di sterilizzazione accorciamo drasticamente la loro durata. Tutto ciò rappresenta un importante aggravio dei costi di gestione.

La contaminazione delle superfici


Un altro grande problema nella gestione della prevenzione delle infezioni crociate è il trattamento delle superfici con cui vengono a contatto i nostri guanti e i nostri strumenti. Nella gestione di aspetti come questi entra in gioco la formazione e la motivazioni dei collaboratori. I comportamenti diventano fondamentali per il raggiungimento dei risultati. A parte le ovvie misure di prevenzione rappresentate dalle protezioni monouso che avvolgono tutte le superfici che abbiamo bisogno di toccare durante le terapie, la disinfezione delle superfici e l'uso di materiale monouso per tutto ciò che è possibile, tutti gli operatori hanno ben chiaro l'obbligo di toccare con i guanti solo tutto ciò che è protetto e di toglierli ogni qualvolta ci sia la necessità di aprire un cassetto, un'anta o di prendere qualcosa che sarà riutilizzato. Diventa fondamentale la metodica di preparare prima della seduta di terapia tutto ciò che servirà durante il lavoro in poltrona; utilizziamo un metodo di preparazione di vassoi predisposti per ogni tipologia di seduta così da ridurre al minimo o eliminare le variabili intraoperatorie. Ad ulteriore garanzia tutte le zone operative dello studio sono protette di un sistema di illuminazione notturna con lampade antibatteriche che contribuiscono ad abbattere la carica microbica su tutte le superfici e nell'aria. Inoltre una ditta specializzata effettua regolarmente la disinfezione delle canalizzazione dell'aria condizionata e la pulizia e igienizzazione dei filtri.

Cura delle nostre mani


Numerosi studi scientifici hanno dimostrato l'importanza dell'igiene delle mani per la prevenzione delle infezioni sia nei confronti dei pazienti che a protezione degli stessi operatori. Oltre che formare specificamente i nostri operatori su questo aspetto abbiamo introdotto un dispositivo che, attraverso la nebulizzazione di una soluzione antisettica, contribuisce fortemente ad abbattere la carica batterica sulla pelle delle mani e che viene utilizzato nel nostro studio prima e dopo ogni seduta di terapia da tutti gli operatori.

3D imaging e Cad/Cam

Il nostro piccolo gioiello tecnologico: un sistema CAD-CAM che, dopo il rilievo di un’impronta ottica rilevata con una telecamera, utilizza un sofisticato software 3D per produrre modelli virtuali e realizzare il progetto protesico che poi viene, in tempo reale, prodotto da un fresatore a partire da uno o piu’ blocchetti di ceramica. Sono trascorse un paio di ore, la metodica tradizionale richiede almeno 3 settimane!. E sempre con ottima qualita’ e precisione!

 L'impronta in pochi "click"

L'impronta digitale è la prima tappa di un piccolo viaggio attraverso il cosmo dell'odontoiatria futuristica. La nostra navicella è un piccolo gioiello tecnologico: un sistema CAD-CAM che ci consente di gestire in modo digitale il processo di progettazione protesica.

L'impronta viene rilevata con una piccola telecamera laser che consente di ottenere immagini di altissima precisione.

La progettazione: da "spatola e cera" a "mouse e tastiera"

Un potente software ricostruisce, a partire dalle immagini rilevate, un modello virtuale tridimensionale delle arcate dentarie. E' possibile quindi iniziare la progettazione al computer della protesi pianificata scegliendo forma, posizione e lavorando sui piccoli dettagli.

Dal CAD al CAM

Il progetto ultimato viene trasmesso ad un fresatore che trasforma il nostro disegno tridimensionale in una protesi in ceramica o in resina a partire da un piccolo blocco monolitico. Le informazioni sul colore le rileviamo con l'ausilio di uno spettrofotometro che fornisce informazioni oggettive.

La protesi viene provata, dopo circa 30 minuti, direttamente in bocca. Dopo le opportune modifiche  inseriamo le nostre caratterizzazioni per mimetizzare il "nuovo" dente. Lo sottoponiamo ad un processo di cottura che lo rende lucido e più solido.

Infine la cementazione adesiva: una procedura che mette in intimo contatto il tessuto dentale e il materiale protesico, così da prevenire decementazioni accidentali e carie secondarie.

Sono trascorse un paio di ore, la metodica tradizionale richiede mediamente 3 settimane!.

I dati di progettazione vengono mantenuti in memoria: La protesi potrà essere replicata in qualsiasi momento in caso di necessità con un solo "clik"

ORTHOPHOS XG 3D

 
 

Con un volume cilindrico perfettamente progettato di 8 cm di diametro e 8 cm di altezza e una risoluzione standard di 160 µm, ORTHOPHOS XG 3D è fatto proprio su misura per la ruotine di ogni giorno degli studi privati:può acquisire l’intera arcata di un paziente con una singola scansione.

Il campo di visualizzazione è sufficientemente ampio per rendere superfluo lo “stitching” di più immagini radiologiche 3D and di conseguenza l’esposizione multipla alle radiazioni. Ma è anche abbastanza piccolo per garantire un risparmio di tempo nella diagnosi.

Se un volume di dimensioni minori può risultare sufficiente, allora scegliete il volume 5 x 5.5 cm con una risoluzione di 100 µm. Ogniqualvolta avrete bisogno di vedere più nel dettaglio, il modulo 3D vi assicurerà una maggior sicurezza.

In tutti i casi standard, il modulo 2D di ORTHOPHOS XG 3D, con gli esaustivi programmi panoramici e cefalometrici, vi fornirà tutte le immagini radiografiche di cui avete bisogno.

 

 

Estetica del Sorriso e del Viso

FUORI DAI DENTI…. Perche’ non occuparci complessivamente del tuo sorriso? Possiamo migliorare la forma e la posizione dei tuoi denti, evidenziare il profilo delle tue labbra, addolcire le rughe delle zone periorali, rendere piu’ luminoso il tuo sorriso monitorando nel tempo i cambiamenti di colore dei tuoi denti attraverso l’uso di uno spettrofotometro che fornisce dati oggettivi sul colore.

Il sorriso, non solo i denti


L'armonia di un sorriso dipende da molti fattori: la forma, il colore e la posizione dei denti, la forma, il colore e le dimensioni delle labbra, i rapporti spaziali tra denti e labbra, la forma e la qualità della pelle dei tessuti periorali.

Quando ci occupiamo della gestione del sorriso il nostro compito è di poter migliorare ognuno degli aspetti che concorrono all'armonia della percezione da parte di se stessi e degli altri. Ecco perché ai settori tradizionale che da sempre, in odontoiatria, si occupano dell'estetica abbiamo affiancato la possibilità di migliorare le labbra e i tessuti periorali.

L'ortodonzia che non si vede


Abbiamo la possibilità di eseguire trattamenti ortodontici attraverso l'utilizzo di una serie di allineatori trasparenti che, attraverso l'utilizzo in successione, portano i denti nella posizione pianificata, in un percorso che può essere mostrato al paziente prima dell'inizio del trattamento. I vantaggi sono molteplici: i dispositivi sono invisibili e possono essere indossati facilmente dal paziente e tenuti durante tutto il giorno senza influenzare la fonetica; possono essere rimossi facilmente durante i pasti o quando si desidera; sono molto confortevoli; non provocano aumento dell'accumulo di placca batterica e non complicano le manovre di igiene orale con lo spazzolino e con il filo. La nostra ortodontista si occuperà, attraverso lo studio del caso iniziale, di valutare caso per caso la possibilità di utilizzare gli allineatori trasparenti.

Faccette in ceramica, la bellezza che si vede

L'uso delle faccette in ceramica rimane la metodologia principe dell'odontoiatria estetica. Sono piccoli gusci in ceramica che vengono adesi alla superficie esterna dei denti anteriori dopo adeguata preparazione. Danno un risultato molto naturale ed esteticamente accattivante, rappresentano una procedura poco invasiva e con una percentuale di successo a lungo termine molto alta. Possono essere utilizzate in caso di anomalie di forma, colore e posizione, da sole o in combinazione con la terapia ortodontica, implantare e protesica. 

Sempre splendenti


L'utilizzo dei migliori sistemi di sbancamento professionale ci permette di mantenere in forma il tuo sorriso e di monitorare nel tempo le variazioni di colore dei denti. Disponiamo infatti di uno spettrofotometro che fornisce parametri oggettivi sul colore e che può misurare con precisione le performance dei sistemi di sbiancamento e fare periodicamente il check-up del colore per programmare con precisione il timing dei successivi interventi.

Implantologia

Abbiamo a disposizione le migliori tecnologie e le piu’ alte competenze, il vero valore aggiunto e’ la capacita’ di scegliere le soluzioni piu’ adatte alle vostre esigenze, ogni volta diverse. 

La prevenzione dei problemi futuri inizia molto prima della terapia implantare 

Le condizioni di igiene orale e di salute dei tessuti parodontali influenzano pesantemente la prognosi della terapia implantare. I pazienti che riceveranno degli impianti devono essere adeguatamente preparati attraverso sedute di igiene finalizzate ad apprendere l'utilizzo adeguato degli strumenti di igiene orale e a diminuire drasticamente il livello di infiammazione dei tessuti parodontali. Anche nei casi in cui è già prevista l'estrazione di tutti gli elementi dentali nei nostri protocolli è previsto l'addestramento del paziente ad una corretta igiene attraverso il mantenimento per un periodo adeguato dei denti da estrarre. Una procedura particolare viene riservata ai pazienti che soffrono di malattia parodontale (piorrea); infatti in questi pazienti la probabilità di sviluppare una perimplantite intorno ai futuri impianti e' maggiore rispetto alla popolazione sana. Il regime di richiami di igiene viene intensificato per questi pazienti, vengono pianificati controlli clinici accurati durante le sedute di igiene attraverso la registrazione dei sondaggi perimplantari, vengono programmati controlli radiografici periodici. Tutti i parametri rilevati vengono accuratamente confrontati con quelli precedente in caso di anche minimo peggioramento vengono attuate tutte le misure volte a bloccare sul nascere l'insorgenza della perimplantite.

La pianificazione del posizionamento degli impianti protesicamente guidata

Le moderne procedure prevedono il posizionamento degli impianti protesicamente guidato. Vuol dire che l'impianto dovrà essere posizionato là dove potrà supportare al meglio il dente per cui viene inserito. La pianificazione dell'inserzione passa quindi attraverso una simulazione (ceratura diagnostica) che consiste nella costruzione in cera del futuro dente e nel suo posizionamento rispetto al resto dell'arcata dentaria e rispetto alle basi mascellari. 

Accurata analisi dei volumi ossei

A questo punto vengono analizzati i volumi ossei disponibili per il posizionamento implantare. Sono utili a questo scopo le indagini radiologiche di primo livello, radiografie endorali e ortopantomografia, e talvolta quelle di secondo livello, dentascan o cone bean. La sovrapposizione dei dati provenienti dalla ceratura diagnostica con quelli ottenuti dalle indagini radiografiche consentirà di decidere il definìtivo posizionamento dell'impianto e l'eventuale necessità di attuare procedure di aumento di volume osseo

Procedure chirurgiche atramautiche e sterili

Il cuore della procedura  è la seduta chirurgica di inserzione degli impianti. Nel nostro studio questa fase viene preparata con accuratezza maniacale, la sala chirurgica viene allestita in modo completamente sterile così da minimizzare le possibilità di contaminazione della superficie dell'impianto, la zona dove il processo biologico di osteointegrazione permette alle cellule produttrici di nuovo osso, gli osteoblasti, di entrare in intimo contatto con l'impianto e provvedere alla sua stabilizzazione. Le procedure chirurgiche sono svolte nel modo più atraumatico per i tessuti, in regime di somministrazione antibiotica. Il processo di osteointegrazione viene monitorato lungo tutto il corso del suo svolgimento attraverso controlli clinici e radiografici.

La gestione dei tessuti molli perimplantari

Quando è ultimato il processo di osteointegrazione l'impianto emerge a contrarre rapporti con i tessuti molli del cavo orale. In questa fase assume grande rilevanza la competenza del chirurgo nel formare e condizionare i tessuti molli perimplantari; è di fondamentale importanza il bagaglio culturale e l'esperienza di chi ha investito nella propria storia di clinico e chirurgo parodontale una grande parte del proprio percorso formativo. Il paziente riceve ancora istruzioni di igiene orale per gestire la nuova anatomia. Da qui in poi la collaborazione del paziente deciderà il successo  della terapia e il nostro compito sarà di guidarlo nel mantenere alta la sua motivazione nel tempo.

Gli impianti post-estrattivi immediati e il carico immediato

 In determinate condizioni è possibile inserire un impianto immediatamente dopo l'estrazione del dente da sostituire. Inoltre, sempre essendoci le indicazioni, l'impianto appena inserito può essere subito caricato con una protesi provvisoria. E' molto importante, per evitare un consistente aumento dei rischi di fallimento, la sussistenza delle corrette indicazioni all'esecuzione di queste procedure: assenza di infezioni acute in atto, volumi ossei adeguati, elevata stabilità primaria dell'impianto appena inserito etc.

Aumenti di volume osseo

Nei casi di volumi ossei insufficienti a contenere impianti di dimensioni adeguate abbiamo la possibilità di attuare tecniche di aumenti dimensionali delle basi ossee. Possiamo ottenere nuovi volumi attraverso l'utilizzo di osso autologo (ottenuto da zone donatrici dello stesso paziente), attraverso l'uso di osso eterologo ( osso bovino deproteinizzato) oppure con l'utilizzo di tecniche chirurgiche che inducono il nostro stesso organismo a produrre nuovo osso. Quest'ultima metodica viene da noi utilizzata in particolare nelle situazioni di insufficienza di osso nelle zone posteriori dell'arcata superiore. Utilizziamo una tecnica di grande rialzo del seno mascellare che non richiede l'utilizzo di nessun tipo di osso aggiunto; sfruttando i principi biologici della rigenerazione ossea siamo in grado di modificare l'anatomia del seno mascellare in modo da indurre la formazione di nuovo osso a livello del pavimento del seno e consentire l'inserimento impiantare quasi sempre contestualmente al rialzo, nello stesso intervento.

Tecniche di preservazione dell'alveolo post-estrattivo - Ridge Preservation

In seguito all'estrazione di un dente l'alveolo che lo avvolge va incontro a modifiche dimensionali che portano alla riduzione del suo volume. In alcuni casi la diminuzione di volume può causare problemi estetici oppure non consentire l'inserzione di un impianto o il suo corretto posizionamento.

 Nei casi in cui è indicato possiamo mettere in atto tecniche di preservazione dell'alveolo attraverso l'uso di riempitivi inseriti al suo interno e la sua copertura attraverso una membrana in collagene riassorbibile. Renderemo così minima la contrazione post-estrattiva e potremo disporre di volumi ossei simili a quelli pre-estrattivi per la gestione delle zone estetiche e per la pianificazione della terapia implantare.