fbpx
 

Ortodonzia occlusione e postura

Ortodonzia

Ortodonzia occlusione e postura

L’ortodonzia…

 

“Quando è il momento più opportuno per mettere l’apparecchio?”

 

Questa breve domanda, che molti genitori che si accorgono che qualcosa non va nella posizione dei denti dei propri bimbi, richiede una risposta un po’ più articolata.

 

Se:

  1. la crescita delle ossa mascellari procede in modo armonioso su tutti i piani dello spazio
  2. non ci sono posizioni dentali che possano alterarne la crescita,

 

Allora l’ortodonzia si inizia nella fase finale della permuta; cioè quando stanno per cadere gli ultimi dentini da latte, in genere intorno agli 11-12 anni.

 

Se invece riscontriamo alterazioni nei rapporti tra delle basi ossee o la posizione reciproca dei denti delle due arcate rischia di ripercuotersi sulla crescita armonica delle mascelle allora può essere opportuno intervenire anche molto prima.

 

Talvolta intorno ai 6-7 anni, con apparecchi che modulano la crescita dei mascellari o che neutralizzano il mal posizionamento dei denti rispetto allo sviluppo scheletrico.

 

L’osteopata viene consultata sempre prima di iniziare un trattamento di ortodonzia. Si occupa essenzialmente dei seguenti aspetti:

  1. verificare che non sussistano condizioni che possano ostacolare il trattamento ortodontico programmato
  2. eseguire un controllo generale della postura del paziente
  3. attuare eventuali trattamenti per migliorare gli esiti dell’ortodonzia o correggere atteggiamenti posturali non corretti.

 

Cosa ci fa un’osteopata da un dentista? No, non è una barzelletta! Sempre di più queste due figure professionali collaborano al fine di garantire al paziente, un migliore approccio possibile. 

La bocca deve essere considerata come un sistema ( articolazione temporo-mandibolare, denti, lingua, muscoli della masticazione, etc.). Il suo equilibrio può essere alterato anche da altre parti del corpo. L’osteopata, con il suo approccio manuale globale, mette in relazione i diversi sistemi, valutando quale possa essere l’impatto sull’intero organismo delle problematiche orali e viceversa. Si capisce quindi come il trattamento osteopatico diventi importante anche nel supporto alle terapie ortodontiche, intervenendo su quelle interferenze che potrebbero limitarne il corretto funzionamento. Questo duplice approccio vede la sua massima espressione in campo pediatrico.

Questo perché nei giovani pazienti è possibile intercettare e quindi prevenire quelle che poi si potrebbero trasformare in disfunzioni posturali. L’approccio multidisciplinare ha come scopo quello di fare una completa valutazione delle problematiche del paziente, sia esso in età adulta che pediatrica (o evolutiva), e di creare poi un trattamento specifico che sia il più efficace e risolutivo per quel soggetto, avendo come obiettivo principale un impatto positivo sulla qualità della vita. 

Se lo riteniamo opportuno l’osteopata interviene anche in assenza di un programma ortodontico, per esempio quando durante le visite periodiche, o su segnalazione dei genitori,  vengono riscontrati atteggiamenti posturali anomali della bocca o del collo.

 

Per scoprire di più su di noi visita la nostra pagina facebook

Vuoi chiedere un consiglio

sulla tua salute dentale?