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terapia fotodinamica e laser delle tasche

Piorrea, tutte le frecce al nostro arco

La Piorrea è una malattia complessa causata dalle interazioni che si svolgono tra il sistema immunitario di persone con una particolare predisposizione genetica e i batteri che si depositano tra i denti e le gengive.

La conseguenza principale è la distruzione dell’osso che sostiene i denti.

La cura di questa insidiosa malattia ha due momenti principali:

– Rimuovere la sua  principale causa, cioè i batteri presenti nella placca e nel tartaro
– Correggere chirurgicamente i difetti che la malattia ha provocato

Fase Causale

La prima parte della cura, chiamata “fase causale”, è eseguita dall’igienista.

Potremmo descriverla come una vera e propria battaglia. Il campo in cui si svolge sono le tasche gengivali, spazi angusti e profondi pieni di insidie (gli ostacoli dell’anatomia dei denti e dell’osso che li circonda). Da una parte i batteri, molti e molto diversi, con le loro armi: tossine ed enzimi che distruggono i tessuti; dall’altro c’è l’igienista.

Quali armi usa l’igienista nei protocolli del nostro studio? Cosa c’è di nuovo che la tecnologia ci fornisce per vincere la battaglia?

Lo scopo principale è di sovvertire un microambiente in cui i batteri hanno trovato un luogo ideale per vivere e proliferare.

L’azione meccanica è il primo attacco delle nostre armate verso il nemico. Sono strumenti in uso ormai da decenni, sia manuali , le cosiddette “curettes”, sia ultrasonici. Questi ultimi sono veicolati da punte che vibrano ad una determinata frequenza staccando il tartaro depositato sulle superfici delle radici all’interno delle tasche. Sono accompagnati da un abbondante apporto di acqua che aumenta la saturazione dell’ossigeno ed aumenta il ph.

Luce laser

Ma accanto agli strumenti tradizionali la tecnologia ci aiuta con nuove soluzioni. Una di quelle che abbiamo inserito nelle nostre procedure è l’uso del laser.

La luce laser ci aiuta in due processi fondamentali durante il trattamento non chirurgico della piorrea:
– Abbatte la carica batterica decontaminando i tessuti.
– Stimola e accelera i processi di riparazione e guarigione.

All’interno delle tasche parodontali (intorno ai denti) o  perimplantari (intorno agli impianti) inseriamo un colorante che impregna i tessuti infetti e infiammati.

La luce del laser attiva le molecole colorate  e trasferisce la loro energia all‘ossigeno presente a livello locale.

Il processo produce ossigeno  altamente aggressivo che distrugge una grande quantità dei batteri presenti nel biofilm.

Inoltre  agisce sui mitocondri delle cellule accelerando  quindi il processo di guarigione.

Getto aria compressa

Un ulteriore strumento innovativo è un getto di aria compressa che porta con se acqua e microparticelle di polvere sottile contenenti glicina.

Lo scopo di questo trattamento è quello di rimuovere il biofilm batterico, ovvero la placca, le concrezioni molli e le pigmentazioni in modo indolore,  ed infine decontaminare e lucidare la superficie dei denti e degli impianti.

Probiotici

L’ultima frontiera di questa battaglia è l’uso di probiotici. Il concetto è simile a quello per cui durante una terapia antibiotica si consiglia di assumere fermenti lattici.

Si tratta di microrganismi vivi che, se somministrati in quantitativi adeguati, conferiscono un beneficio all’ospite. i probiotici sono ritenuti in grado di esercitare effetti antibatterici, stabilizzare la flora batterica e rafforzare il sistema immunitario. Rientrano in questa categoria numerosi tipi di batteri, come lactobacilli, streptococchi e bifidi. Si assumono in compresse o in gocce.

 



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